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Concorso fotografico “Il bello fa bene” |
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La bellezza salverà il mondo, ha scritto Fedor Dostoevskij. La bellezza non lascia indifferenti, trasmette energia, serenità, fiducia, armonia. Può farlo dappertutto, ancora di più nelle strutture pubbliche e in particolare negli spazi ospedalieri e sanitari. Da qui l’idea di promuovere il concorso fotografico “Il bello fa bene” per selezionare immagini da collocare in modo permanente nelle strutture sanitarie territoriali dell’Azienda Usl di Bologna con l’obiettivo di renderle più accoglienti.
La bellezza è dappertutto: negli occhi di chi guarda, si dice. Ma anche, e soprattutto, fuori: nel volto di una persona, nel paesaggio, in uno scorcio della città, in un tramonto. O nel volo di un uccello, in un fiore, in un gesto e in mille altre situazioni. Per partecipare è sufficiente inviare entro il 31 ottobre 2010 all’indirizzo
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un massimo di 5 fotografie unitamente alla scheda di iscrizione. Le foto dovranno essere in formato digitale con risoluzione originale prodotta dalla macchina fotografica. Il peso di ciascuna foto per immagini ad alta risoluzione, andrà ridotto e non superare i 2 megabyte. La partecipazione è aperta a tutti ed è gratuita. Tutte le immagini saranno pubblicate sul sito di Repubblica Bologna. La giuria, formata da fotografi e personaggi della cultura bolognese, selezionerà le immagini che saranno esposte nella mostra finale che sarà proposta all’Archiginnasio nel periodo novembre-dicembre. Successivamente le opere andranno ad abbellire in modo permanente sale d’attesa, corridoi, ambulatori ed altri luoghi pubblici dell’Azienda Usl di Bologna.
Il concorso è promosso da: la Repubblica, Azienda Usl di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Archiginnasio e Centro Antartide nell’ambito del progetto “La città civile” che vede lo sviluppo di attività dedicate all’educazione civica con la collaborazione delle scuole. |
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Il bello fa bene: Opere artistiche dei bambini delle scuole materne Padre Marella e Viscardi hanno resa più bella la sala d’attesa del poliambulatorio Carpaccio |
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Bastano pochi anni di vita per avere già esperienza dell’attesa davanti a uno studio medico, in sale d’aspetto spesso anonime. Basta però anche poco per rendere questi ambienti belli ed accoglienti. È ciò che è accaduto al Poliambulatorio Carpaccio dell’Azienda Usl di Bologna, dove i bambini delle scuole materne Padre Marella e Viscardi hanno abbellito la sala d’attesa con pianeti che scendono dal soffitto e con altre opere artistiche appese ai muri.
La bellezza dei luoghi non lascia indifferenti: trasmette serenità, fiducia, armonia. Questo vale in tante occasioni, e in particolare nei momenti di grande o piccola difficoltà, come possono essere, soprattutto per un bambino, l’attesa di una visita medica. La percezione di un luogo piacevole, colorato favorisce il sentirsi a proprio agio, e, perché no, anche un po’ a casa. |
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Mille saluti nel cielo di Bologna |
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Mille palloncini rossi biodegradabili sono volati oggi pomeriggio alle 15.30 nel cielo di Bologna da Piazza Maggiore per portare lontano mille saluti alla città scritti dai bambini delle scuole e da centinaia di cittadini. Eccone alcuni:- Sotto l’abbraccio dei tuoi portici mi sento protetta. Grazie. Sara
- Il buon giorno si vede… dal saluto. Ben trovata Bologna. Sei un tesoro vivente. Anonimo
- Un bel sorriso/e un ciao squillante/per Bologna/città brillante. Annalaura
- Ciao, sono una bambina di 9 anni e sono filippina; a chiunque capiti questo biglietto vorrei chiedere il rispetto del mondo.
- Per rispettare la città bisogna prima rispettarsi gli uni con gli altri. Laura
- Ti saluto: dalle scuole Marella un saluto grande quanto una stella. Viola
- Saluto tutti gli operatori e lavoratori che faticano perché noi possiamo vivere sempre al meglio. Un saluto a tutti i bolognesi. Giovanni
- Ciao Bologna sono una ragazza nuova per te. E te che sei una città nuova per me. Ma io ti ringrazio che mi hai accettata così come sono. Cristina
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Mercoledì 26 maggio, nell’ambito della settimana del saluto, presso la libreria.coop Ambasciatori di Bologna si è tenuta una maratona di lettura dedicata proprio a questo gesto elementare di cortesia e di apertura agli altri. Hanno cominciato gli studenti del Liceo Galvani la mattina con una lettura di una selezione dei testi scritti appositamente per l’occasione da tanti cittadini e pervenuti presso la libreria.coop. La lettura è stata accompagnata da musiche suonate dal vivo al pianoforte da alcune studentesse. Gran finale alle 21, quando le letture sono state condotta da Margaret Collina e dagli allievi delle sue scuole di lettura. Tra gli altri sono stati letti testi scritti appositamente per l’occasione da Valerio Varesi e altri scrittori bolognesi.
L’evento è stato patrocinato da Coop Adriatica, Ausilio Cultura e Bottega dell’Elefante.
Guarda la gallery dell'evento su repubblica.it |
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Saluti a tappeto in piazza del Nettuno |
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Gli studenti dell’Istituto Aldrovandi-Rubbiani hanno esposto la loro opera artistica per salutare in tutte le lingue del mondo
Un grande tappeto steso accanto alla fontana del Nettuno ha accolto stamattina quanti hanno attraversato il centro di Bologna. È l’opera degli studenti di due classi dell’istituto Aldrovandi-Rubbiani realizzato in occasione della Settimana del Saluto: il tappeto è stato ricamato e decorato con elementi quasi tridimensionali dagli studenti e riportava, assieme ai variopinti girasoli e alle sagome dei continenti, i saluti in diverse lingue. “Hallo, hola, ЗДРАВИСВАНЕ,επιφ,tēnā”: il saluto è un dono, in tante diverse culture. Ci apre agli altri e al mondo. È parte delle regole elementari del vivere civile: chi saluta si riconosce in una comunità, tesse il primo filo per una relazione, fa il primo passo verso l'altro, mette il primo mattone per il rispetto tra le persone che condividono la stessa città e le stesse strade. |
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Un buongiorno fuori dal Comune |
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È cominciata stamattina la “Settimana del saluto”, con il buongiorno, ufficiale e cordiale di Anna Maria Cancellieri: in piazza Liber Paradisus il Commissario ha dato il suo personale buongiorno ai dipendenti del Comune che entravano per cominciare la loro giornata lavorativa. “Un saluto” ha commentato “dovrebbe portarsi sempre dietro un sorriso: e un sorriso stimola sempre altri sorrisi, è un fattore biologico ancor prima che sociale”.
Stessa scena davanti a tante scuole dove i dirigenti, da Aurelio Alaimo alla succursale dell'Istituito Aldrovandi-Rubbiani in via Muratori, a Filomena Massaro alle Viscardi hanno salutato studenti e genitori. Daniela Turci davanti alle Carducci e Angela Gulizia davanti alle Don Milani. E ancora Giovanni Baldi, direttore Istituto Ortopedico Rizzoli: in tanti oggi hanno dedicato del tempo a quest’arte preziosa del dare il buongiorno, o dire ciao a chi incontriamo. Un’abitudine salutare, che è il primo gesto di contatto e disponibilità verso chi ci sta intorno e divide con noi l’ufficio o l’ascensore, l’autobus o la strada. Chi saluta si riconosce in una comunità, tesse il primo filo per una relazione, fa il primo passo verso l'altro, mette il primo mattone per il rispetto tra le persone: da qui l’idea della settimana del saluto, per riflettere su questa abitudine così semplice e preziosa, e, più in generale, sul valore della gentilezza per rendere la vita più leggera. |
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A Bologna, dal 24 al 30 maggio 2010, l’invito a regalare saluti per una città gentile
Il bel volto di una ragazza che saluta con i portici sullo sfondo. E’ l’immagine simbolica disegnata dal fumettista Vittorio Giardino per la “Settimana del saluto” che si svolgerà dal 24 al 30 maggio. Sette giorni per voler bene a Bologna, cominciando dal dirle “ciao”. Sette giorni per salutare le persone che incontriamo ogni giorno. Davanti all'ascensore, in un'aula scolastica, in biblioteca o all'università, sull'autobus, al supermercato, nei negozi, sul luogo di lavoro. È la proposta della “Settimana del saluto” il cui valore è sottolineato dalla medaglia conferita all’iniziativa dal Presidente della Repubblica. Il saluto è un dono. Ci apre agli altri e al mondo. È parte delle regole elementari del vivere civile. Eppure nella realtà di tutti i giorni i saluti vanno diradandosi, segno del crescente isolamento che vivono le persone, che rende più povera la vita di ognuno e crea terreno fertile per l'insorgere di conflitti di ogni sorta. |
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La città spiegata dai ragazzi |
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Visite guidate per scoprire la storia, l'arte e l'ambiente
I ragazzi e le ragazze delle scuole elementari e medie di Bologna, San Giorgio di Piano e Bentivoglio si trasformano in guide turistiche per un giorno, per svelare agli adulti i segreti di tanti angoli noti e meno noti dell’ambiente urbano. Succede in occasione delle visite guidate organizzate nell’ambito del progetto “La città civile” promosso da Centro Antartide, Regione Emilia-Romagna, Fondazione Villa Ghigi e Centro Agricolturambiente Giorgio Nicoli. Gli studenti sono stati coinvolti in un percorso didattico dedicato al senso civico, e quindi al rispetto degli altri e dell’ambiente comune. Rispetto che non può che basarsi su una conoscenza dei luoghi in cui viviamo. L’iniziativa vuole quindi contribuire a stimolare il senso di appartenenza alla comunità di cui tanto bisogno si avverte in città. |
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I ragazzi e le ragazze delle scuole elementari e medie di Bologna e provincia inventano multe morali per sanzionare il parcheggio selvaggio.
Il progetto "Stia al suo posto!" ha l'obiettivo di sanzionare chi ignorando i bisogni altrui occupa abusivamente uno spazio riservato ai pedoni o ai portatori di handicap. Auto parcheggiate abusivamente sulle aree di sosta riservate agli handicappati oppure davanti allo scivolo del marciapiede; veicoli, scooters, biciclette... ostacoli che, anche quando sono superabili, creano situazioni di disagio e, spesso, di pericolo. I pedoni non sono gli altri. Siamo tutti pedoni. I disabili non sono "gli altri". Tante sono le persone che, in modo permanente o solo occasionale, hanno una mobilità limitata, a partire dagli anziani per arrivare ai genitori col passeggino. Contro il loro diritto a muoversi ogni giorno vengono eretti "muri di inciviltà". Muri che possono essere abbattuti: prima di tutto nella testa delle persone. |
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Una sala d’attesa simbolica allestita dai ragazzi dell’IsArt in piazza Maggiore: per invitare tutti al rispetto degli impegni presi, proprio a partire dalle visite mediche
Ogni anno a Bologna vengono prenotati numerosissimi esami e prestazioni mediche specialistiche, i cui richiedenti non si presentano all’appuntamento fissato, senza avvisare della loro assenza, e lasciando il medico o lo specialista di turno in attesa vana del suo paziente, che non si presenterà. Se tutti disdicessero per tempo, il risparmio di denaro, e di tempo per quelli che invece sono in attesa della loro visita, sarebbe notevole. Per questo i ragazzi di due classi dell’IsArt di Bologna, guidati dalle professoresse Raffaella Troiero e Paola Sapori, a partire da un’attività didattica dedicata all’educazione civica, hanno allestito nella mattina di lunedì 21 maggio, davanti alla Farmacia Comunale di piazza Maggiore a Bologna, una sala d’attesa simbolica.
Sedie occupate sagome bianche “parlanti” rappresentavano i pazienti che hanno omesso di disdire il loro appuntamento: “Avevo prenotato ma c’era il derby”, “Avevo prenotato ma poi ho dimenticato di segnarlo in agenda”. Una lunga coda poi, partiva dalla sala: ma quando la voce del dottore chiamava il numero relativo al paziente di turno da visitare, nessuno si alzava. |
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